Sai leggere le analisi dell’acqua?

Perché leggere le analisi dell’acqua.

L’acqua che beviamo è un alimento

Saper leggere le analisi dell’acqua che utilizziamo è importante sia per integrare eventualmente le sostanze di cui siamo carenti, sia per trattarla in maniera adeguata.

Molto spesso veniamo abbindolati da sedicenti venditori che si recano a casa nostra e miscelando polverine o inserendo prodotti nell’acqua sentenziano che l’acqua di casa nostra è terribile, proponendoci soluzioni fantasiose in comode rate. 

Non farti fregare!!! Tu puoi conoscere perfettamente la qualità della tua acqua, basta leggere le analisi fornite dal gestore della tua zona.

Dove trovare le analisi

Le analisi dell’acqua devono essere pubblicate, dall’ente che eroga l’acqua almeno una volta all’anno od ogni sei mesi.

Di norma vengono pubblicate sui siti web dei gestori del servizio idrico locale.

Si possono trovare anche il portale del Ministero oppure dell’ARPA della regione.

Le puoi trovare come “Etichetta dell’acqua” oppure cercando “Qualità dell’acqua”.

Anche i siti comunali spesso pubblicano le analisi dell’acqua.

I parametri di riferimento

Le analisi hanno dei valori, ma non sempre nelle tabelle pubblicate vengono inseriti i parametri di riferimento o i valori limite con cui confrontare i dati pubblicati. 

Questi infatti si possono trovare sul sito del ministero della salute in quanto non sono dati variabili, ma bensì i limiti entro i quali devono stare i valori, per poter considerare potabile l’acqua

Sono pertanto validi per tutti i cittadini.

Come leggere e interpretare le analisi

Come leggere quindi i dati pubblicati contenenti le analisi dell’acqua che riceviamo dai nostri rubinetti?

Il gestore indica dei valori numerici, seguiti da un riferimento che spesso è mg/l (milligrammi per litro) oppure il valore di misurazione di quel determinato parametro (°F, °C etc)

Questi dati vanno confrontati con la colonna che indica i valori di riferimento, o valori limite se presente, se non è presente si puo trovare questa “colonna” sul sito del Ministero della Salute

Un’acqua per essere potabile non deve avere valori che sforano dai valori limite. 

Pertanto l’acqua che vi viene fornita dal gestore comunale avrà sempre i valori corretti e compresi nei limiti.

Le eccezioni

Alcune eccezioni vengono fatte per zone in cui il comune dichiara la non potabilità per presenza di Arsenico naturale (zone del Viterbese) 

Oppure in zone inquinate da Pfas, nelle quali è risaputo, questo inquinante è molto lento da eliminare e i comuni interessati subiscono a loro volta questo inquinamento, la situazione in questi comuni è abbastanza complessa e approfondiremo la questione successivamente in articoli appositi.

Come interpretare le analisi dell’acqua

Quindi se le analisi dell’acqua fornita dal comune devono per forza risultare a norma di legge perché è importante leggerle?

Da queste possiamo capire quanto cloro è presente nella nostra acqua, quanti Sali minerali ci sono e quanto è dura.

Vediamo nel dettaglio

Cloro:

Il cloro serve per disinfettare l’acqua e scongiurare inquinamento batteriologico e microbiologico.

È importante che ve ne sia all’interno per la nostra sicurezza. Questa sostanza si puo infatti facilmente eliminare in fase di erogazione per ottenere un gusto piu piacevole.

Il cloro presente nell’acqua deve essere compreso tra 0,2 mg/L e 0,5 mg/L

Durezza:

la durezza indica la quantità di calcare presente di norma viene indicata in gradi francesi (°F) e i valori di riferimento sono 15-50 °F pertanto si ha una variabile molto alta per la potabilità. 

In alcuni casi viene indicato come calcio in mg/l (valori 150-500)

Questo dato è però importante in 2 casi: 

se il valore è superiore a 25°F l’acqua è molto dura, bevibile, ma molto dannosa per le tubature e gli elettrodomestici, soprattutto che trattano acqua calda, per approfondire leggi l’articolo.

In presenza di persone con tendenza a creare calcoli renali il valore della durezza deve essere tenuto sotto controllo e limitato per ragioni di sicurezza personale.

Residuo fisso:

Il residuo fisso è un metodo di misurazione dei Sali minerali in generale presenti all’interno dell’acqua.

Conteggia il residuo che rimane dopo aver portato a 180°C l’acqua per un tempo specifico.

Se il valore è sotto ai 50 mg/l abbiamo un’acqua minimamente mineralizzata 

Se il valore è tra i 50 e i 500 mg/l è un’acqua oligominerale

Se il valore è superiore ai 500 mg/l abbiamo un acqua ricca di minerali

Ph:

il pH indica l’acidità dell’acqua deve essere compreso tra 6,5 e 9,5. Questo valore è importante per chi tratta l’acqua con un’osmosi inversa o la gasa, in quanto questi trattamenti rendono piu acida l’acqua. Piu l’acqua è povera di Sali e bassa la durezza piu sarà acida.

Nitrati:

I nitrati sono il principale inquinante nelle nostre acqua comunali, il suo valore deve restare inferiore ai 50 mg/l ed è indizio di processo biologico in atto nell’acqua.

Lo ione nitrato è spesso indice di processi di contaminazione delle acquee sotterranee da sostanze azotate, spesso fertilizzanti e deiezioni umane e animali.

In conclusione

In conclusione, le analisi dell’acqua sono pubbliche, sapere cosa beviamo è un nostro diritto e saper leggere le analisi ci aiuta ad avere tutte le informazioni necessarie a decidere che strada prendere per trattarla al meglio 

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