Bere acqua di qualità è una priorità per la salute delle famiglie italiane, ma il dilemma resta: è preferibile...
Le microplastiche nell’acqua del rubinetto
Cosa sono le microplastiche
Le microplastiche sono sottoprodotti della plastica, sono inodori, insapori, non si vedono.
Si dividono in diverse tipologie, sono di diverse dimensioni, a partire da 1 cm fino a particelle (nano-plastiche) che non vengono rilevate dai microscopi tradizionali.
Sono la frammentazione infinitesimale di tutto ciò che è composto di materia plastica.
Microplastiche nell’acqua di rubinetto
Come già detto in precedenza le microplastichesi trovano nelle acque di mare, fiumi, laghi, acquedotti, bottiglie e fonti, nella pioggia.
Provengono da tubature e da infiltrazioni nel terreno, da rifiuti volatili e che galleggiano (si pensi solo alle isole di plastica negli oceani) e restando nelle goccioline sospese di acqua seguono tutto il ciclo dell’acqua, quindi si diffondono tramite l’acqua stessa.
L’acqua però è il nostro alimento principale, senza acqua la vita sulla terra non è possibile.
Per evitare di bere microplastiche o comunque limitarne al minimo l’assunzione tramite l’acqua possiamo attuare alcuni accorgimenti semplici:
Non bere acqua in bottiglie di plastica o boccioni o taniche in plastica.
Bere acqua di rubinetto filtrandola con appositi sistemi di filtrazione in grado di trattenerle come l’ultrafiltrazione e l’osmosi inversa.
Dove si trovano le microplastiche:
Le microplastiche sono più o meno ovunque:
Nell’aria che respiriamo, all’aperto e al chiuso.
Nel terreno su cui camminiamo, sia in città sia in natura.
Nell’acqua che beviamo, sia in bottiglia sia dal rubinetto.
Nell’acqua che non beviamo, come quella di mari, laghi e fiumi.
Nel cibo che mangiamo come pesci, pollame e carne, ma anche verdure e frutta.
Come si creano:
Le microplastiche sono la frammentazione di tutto ciò che è composto da plastica, ad esempio le gomme delle macchine e dei camion che frenando e facendo attrito sull’asfalto si polverizzano e noi respiriamo; i tessuti sintetici che indossiamo perdono micro filamenti che passano i filtri della lavatrice e si disperdono nell’acqua che viene assorbita dal terreno e bevuta dagli animali o ingerita dai pesci.
I contenitori di plastica del cibo se scaldati rilasciano microplastiche, come le bottiglie d’acqua e i tappi delle stesse, li assumiamo bevendo e mangiando.
I rifiuti si polverizzano e vanno a finire in mare, nei fiumi, nel terreno e quindi inquinano tutto ciò che ci circonda.
Come si assimilano:
Queste sostanze, le microplastiche sono talmente piccole che vengono assimilate e assorbite dai tessuti corporei perché attraversano i confini biologici, entrano nelle cellule, quindi vanno nel sangue nei polmoni, sono state trovate anche nella placenta.
Prendono la stessa via che prendono i nutrienti.
Quindi il copro umano non le riconosce come una minaccia, perché mai esistita prima e le assimila perché troppo piccole.
Rischi per la salute
I danni prodotti per l’organismo sono di diverso genere e principalmente vengono cronicizzati dall’organismo, il nostro corpo non ha una reazione improvvisa, ma nel tempo i problemi diventano cronici.
Principalmente si manifestano problemi respiratori, problemi a livello ormonale e problemi ossidativi delle cellule, risposte immunitarie anomale e croniche.
Le persone maggiormente vulnerabili sono i bambini di tutte le età, gli anziani e persone con il sistema immunitario compromesso.
Si tratta quindi di una lenta modifica dei nostri corpi, portando la questione ad interessare anche la salute pubblica oltre che l’inquinamento dell’ambiente.
Il ciclo naturale
Le microplastiche diventano quindi parte integrante del ciclo naturale: entrano a far parte delle varie parti del ciclo naturale come acqua aria etc ed entrano con molta facilità anche nel ciclo naturale degli esseri viventi entrando nelle cellule e nell’organismo.
Microplastiche nell’acqua: cosa dice la normativa europea
La normativa europea è generica sulle microplastiche, non tratta in specifico microplastiche nell'acqua di rubinetto, o microplastiche nell'acqua in bottiglia e non da valori di riferimento entro i quali bisogna stare per evitare l'accumulo di microplastiche nel corpo umano.
la legge 2023/2055, in vigore dal 17 ottobre 2023 vieta l'aggiunta di microplastiche (come Glitter, micro granuli per scrub, o nei fertilizzanti), inoltre la direttiva del 2020 e del 2024 impongono il monitoraggio delle microplastiche nell'acqua potabile. gli standard di riferimento sono attesi, ma non si hanno indicazioni sulle tempistiche.
Altra legge che può essere riconducibile alle microplastiche è quella che vieta le plastiche monouso, in vigore dal 2019, l'intento è quello di evitarne la dispersione nell'ambiente.
Come rimuovere le microplastiche dall’acqua
Per limitare al massimo i danni delle microplastiche nell'acqua abbiamo due strade da prendere cercare di inquinare il meno possibile e per assimilare meno microplastiche possibili.
Ecco alcuni punti su cui lavorare:
- Eliminare tutti i contenitori in plastica per il cibo ed utilizzare solo contenitori in vetro e acciaio
- Non utilizzare bottigliette di plastica che rilasciano microplastiche nell’acqua dalla bottiglia e dal tappo.
- Consumare alimenti biologici e sfusi.
- Utilizzare un sistema di filtrazione dell’acqua idoneo a trattenere le microplastiche cosi da eliminare il rischio sia dalle bottiglie sia dalla rete idrica.
- Scegliere abiti in tessuti naturali e aggiungere un filtro molto fine in uscita alla lavatrice.
- Scegliere detergenti e cosmetici bio e eco, in contenitori compostabili e riutilizzabili.
In conclusione
Le microplastiche quindi stanno diventando parte integrante del nostro sistema vitale e parte integrante dei nostri organismi, dobbiamo invertire la rotta ed effettuando questi piccoli gesti aiutiamo il pianeta e noi stessi.
Sono scelte di vita semplici, che migliorano la qualità della nostra salute, della nostra vita e del nostro ambiente, per noi e per il nostro futuro, anche sotto altri aspetti che vanno oltre all’inquinamento delle microplastiche, ma partendo da questi piccoli gesti e abitudini qualcosa si può ottenere.
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