Che acqua devono bere i bambini e i neonati?

Quanta acqua devono assumere veramente?

Non bevendo acqua direttamente da bicchiere, si pensa che i bambini, soprattutto i neonati non assumano acqua. 

Se è vero che, chi assume il latte materno, assume tramite quello la dose giornaliera di acqua raccomandata, mentre chi beve latte artificiale la assume proprio in quantità esatte rispetto all’acqua con la quale viene diluito il latte in polvere, che è pari al 90% circa del totale della bevanda. 

Ma quanta acqua devono assumere? 

Mentre il corpo di un adulto è composto da circa il 60% di acqua, il corpo di un neonato è composto al 75% d'acqua.

Per questo motivo, il suo ricambio idrico giornaliero è altissimo (circa il 15% del suo peso corporeo ogni giorno, contro il 4% di un adulto)

Quindi per un bambino di 0-6 mesi, che beve solo latte, l’acqua verrà assunta tutta dal latte che mangia durante la giornata, che sia materno o in polvere, entrambe sono composti da circa il 90% da acqua.

Il consumo giornaliero: Un neonato sotto i 6 mesi assume mediamente tra 100 e 150 ml di acqua per ogni chilo di peso al giorno. Significa che un lattante di 4 kg assume indirettamente circa 600 ml di acqua al giorno. 

Dai 6 ai 12 mesi i bambini piccoli vengono solitamente svezzati, pertanto iniziano a bere acqua da bicchiere o da tazza oltre che a quella che viene assunta col latte. 

Il fabbisogno idrico totale in questa fase sale a circa 800 - 1000 ml al giorno complessivi.

Che tipologia di acqua devono assumere

I bambini devono assumere acqua poco mineralizzata o oligominerale, che abbia un basso residuo fisso e con pochi inquinanti quali i nitrati e i nitriti. Anche sostanze come le microplastiche e gli Pfas, che non hanno ancora una normativa chiara che ne indichi i limiti di assunzione, è meglio limitarli il meno possibile. 

Perché?

Il corpo del bambino e in particolar modo i suoi reni, non sono ancora abbastanza sviluppati per espellere una eccessiva quantità di sali. Pertanto per i primi anni d’età è meglio assumere acqua con una bassa conducibilità. Mentre per gli inquinanti la questione è un po’ più complicata: I Nitrati sono la sostanza più pericolosa, pertanto questo è il parametro più critico. I nitrati possono trasformarsi in nitriti nell'organismo del bimbo, ostacolando il trasporto di ossigeno nel sangue (metemoglobinemia). Devono essere quasi nulli.

Mentre microplastiche e Pfas sono sostanze inquinanti che vengono identificate come “inquinanti eterni” per la loro permanenza nell’ambiente e nel corpo umano per lunghissimi periodi. Non sono ancora stati definiti con certezza dei limiti di legge entro i quali devono essere nelle acque per il consumo umano. Se uniamo le due cose, meglio limitarli il più possibile per bypassare il problema, soprattutto nei bimbi, che sono più sensibili e possono sopportare minori quantità di inquinanti. 

Come filtrare l’acqua di casa per renderla idonea

L’acqua di casa, al contrario di quello che si pensa è l’acqua più indicata per i bimbi. Perché è molto controllata e i comuni sono obbligati a pubblicare le analisi ogni anno.

Se debitamente trattata è la più sicura e si può intervenire in maniera puntuale per correggerla.

Osmosi

Il sistema principe per trattare l’acqua in caso di neonati o bimbi piccoli è l’osmosi inversa. Elimina i Sali e gli inquinanti dall’acqua quasi in totalità, rendendola a basso contenuto si Sali minerali. 

È la soluzione più sicura, se utilizzata con accumulo si consiglia di abbinare un sistema di disinfezione a raggi uv, per eliminare ogni traccia di possibili batteri. 

Microfiltrazione

In caso nel vostro comune l’acqua sia buona e oligominerale, senza eccesso di Sali, si può intervenire con una buona ultrafiltrazione e carbone o con una microfiltrazione e carbone abbinata ad uno sterilizzatore. Uv. Questo permette di mantenere una parte di Sali che comunque non vanno eliminati del tutto. 

Molti filtri eliminano le microplastiche e gli Pfas. Eliminano cloro, sedimenti e impurità e soprattutto migliorano odore e sapore, importanti per alimentare i bambini, che sono più sensibili ai sapori forti. 

L’acqua in bottiglia

Utilizzare acqua delle bottiglie è la soluzione più usata, ma non sempre è la migliore scelta, anzi. Spesso le bottiglie hanno analisi desuete, e il contenitore in plastica fa si che con il calore e il tempo vengano rilasciate microplastiche continuamente nell’acqua all’interno stoccata. Anche il calore a cui sono sottoposte durante i viaggi e la permanenza nei magazzini, le rende meno sicure dell’acqua potabile di acquedotto, che scorre in continuazione. 

In conclusione

L’acqua da utilizzare per i bambini, deve essere leggera, con una bassa conducibilità e residuo fisso. 

L’acqua di rubinetto è sicura e ha spesso una giusta quantità di sali (controllate sul sito del comune), può essere trattata per eliminare le sostanze indesiderate. 

Pertanto utilizzare l’acqua filtrata per la preparazione del latte in polvere, o per le prime pappe è la soluzione più economica e sicura. 

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